Cure odontoiatriche e prevenzione dentale per tutta la famiglia.

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IMPLANTOLOGIA

L’Implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con i restauri protesici ancorati a radici sintetiche inserite nell’osso. Agli impianti si ancorano, in modalità fissa, denti singoli, gruppi di denti o un’ arcata intera. Gli impianti inoltre possono fungere da supporto per una protesi mobile parziale o totale, che viene pertanto resa stabile con ottimale funzionalità. Per quest’ultima soluzione sono oggi presenti “mini impianti” che assicurano un risultato perfetto con interventi minimamente invasivi.

E’ importante sapere che l’utilizzo della soluzione implantare permette di conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio da colmare, in quanto l’inserimento di corone dentali sugli impianti, non coinvolge i denti naturali vicini alla lacuna.

Le attuali tecniche implanto-protesiche permettono di posizionare e di protesizzare gli impianti nella medesima seduta consentendo ad un paziente parzialmente o completamente privo di denti di ricevere una protesi fissa in meno di 24 ore (tecnica definita carico immediato). La protesi immediata assolve alle finalità estetiche, di masticazione e fonazione, conferendo al paziente enormi vantaggi funzionali, psicologici e sociali.

PROTESI DENTALI

Le protesi dentali hanno il compito di ripristinare le funzioni orali perse (masticazione, fonazione ed estetica)  dei pazienti affetti da edentulia (mancanza di denti), parziale o totale, mediante la sostituzione con elementi dentari artificiali. Si possono distinguere diverse tipologie di protesi dentali:

PROTESI FISSA

La protesi fissa può essere definita come il presidio protesico che restaura elementi dentali danneggiati ripristinandone la forma, la funzione e l’estetica. Questa soluzione inoltre provvede a proteggere la parte ancora sana del dente da ulteriori lesioni.

Il campo della terapia protesica fissa si estende dalla ricostruzione del dente singolo a più denti fino alla restaurazione della totalità degli elementi dentali. La protesi fissa per definizione non può essere rimossa dal paziente ma può comunque essere agevolmente mantenuta “pulita” dallo stesso. L’evoluzione di tecniche e materiali consente, soprattutto per il settore frontale, di realizzare corone interamente ceramiche, cioè senza struttura metallica di supporto, con un sensibile miglioramento dell’estetica.

Se il restauro protesico ricopre interamente la corona si parla di corona completa altrimenti di corona parziale o intarsio.

PROTESI RIMOVIBILE

La protesi rimovibile è volta a sostituire una parte o l’intera arcata dentaria mancante. Può essere rimossa dal paziente allo scopo di eseguire le ordinarie manovre di igiene quotidiana. La protesi rimovibile può essere:

Parziale: presidio protesico che ripristina la funzionalità di un’arcata dentaria parzialmente mutilata.

Totale: tradizionale riabilitazione della mancanza completa dei denti in una arcata.

Nell’arcata inferiore in presenza di valide e stabili radici residue è possibile ancorare la protesi per aumentarne la ritenzione, migliorare la masticazione e consentire in tal modo al paziente di condurre la sua quotidianità senza temere distacchi indesiderati della protesi.

CHIRURGIA

Tecnica utilizzata nel nostro studio per migliorare la guarigione dei tessuti e ridurre il dolore ed il gonfiore post-operatorio, è quella che prevede l’impiego del PRGF® (Plasma Rich in Growth Factors- Plasma ricco in piastrine e in fattori di crescita).

Tecnicamente si tratta di un autoinnesto dove le proteine e i fattori di crescita, liberate dalle piastrine del paziente, vengono utilizzate per avviare ed accelerare i processi riparativi e la rigenerazione dei tessuti.

Le piastrine sono le cellule del sangue che contengono e liberano le proteine necessarie al processo di riparazione dei tessuti lesi e che fanno partire i processi per la guarigione dei tessuti.

L’applicazione di questa tecnica, dal punto di vista del paziente è molto semplice: viene effettuato un piccolo prelievo di sangue che, opportunamente trattato, permette di acquisire le piastrine e concentrarle insieme alla fibrina del plasma, ottenendo così un gel autologo, cioè, proprio del paziente.

La ricerca ha permesso di evidenziare come, applicando questo gel nella zona da curare, venga aumentata la naturale capacità di riparazione dell’organismo per ottenere una guarigione più rapida e con minor dolore. Potenziando la naturale capacità dell’organismo di rigenerare i tessuti, il PRGF® consente anche di diminuire le possibilità d’infezioni e complicanze post-operatorie.

Il PRGF® ha dimostrato un’efficacia straordinaria in odontoiatria ma anche in vari campi della medicina (vascolare, dermatologia, chirurgia ortopedica, chirurgia cardiaca, chirurgia plastica e ricostruttiva).

In particolare in ambito odontoiatrico è dimostrato come possa:

• Accelerare la guarigione delle ferite chirurgiche.
• Diminuire l’infiammazione ed il dolore post-operatorio.
• Ridurre il rischio di complicanze.
• Favorire la rigenerazione dell’osso nell’alveolo dopo l’estrazione di un dente.
• Favorire la rigenerazione dell’osso nei difetti ossei.
• Favorire la rigenerazione dell’osso dopo l’asportazione di cisti dell’osso mascellare e della mandibola.
• Favorire e accelerare la rigenerazione dell’osso attorno agli impianti.

RESTAURATIVA

CONSERVATIVA – La conservativa è quella branca dell’odontoiatria che si occupa principalmente della cura della carie dentale, cercando attraverso varie soluzioni (otturazioni dirette o indirette: intarsi e faccette), di conservare la struttura dentale residua e restaurare la componente mancante, al fine di conferire protezione, efficacia e longevità al dente stesso.

I materiali che vengono utilizzati a tal scopo sono: i compositi per le otturazioni realizzate direttamente nel cavo orale del paziente dall’odontoiatra e la ceramica ed i compositi per le ricostruzioni indirette, intarsi e faccette, realizzate dall’odontotecnico fuori dal cavo orale del paziente e cementate in un secondo momento. Gli intarsi e le faccette sono da preferire quando la parte del dente mancante, quindi da ricostruire, è molto grande. Questo perché sono in grado di ristabilire la forma del dente gravemente danneggiato conferendogli funzione ed estetica, ristabilendo la naturale robustezza del dente stesso offrendo al tempo stesso maggior protezione.

ENDODONZIA – L’endodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero lo spazio all’interno dell’elemento dentario che contiene la polpa dentaria, costituita da componente cellulare, vasi e nervi. Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione cariosa o traumatica abbia determinato un’alterazione irreversibile del tessuto pulpare..

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PEDODONZIA

La pedodonzia o odontoiatria pediatrica è la branca dell’odontoiatria che si occupa della cura e della prevenzione dei denti dei bambini. Spesso infatti non si pensa che anche i denti decidui (da latte) vanno incontro alle stesse patologie cui vanno incontro i denti permanenti.

Dentatura decuidua

I denti decidui sono 20, disposti in numero di 5 per ogni semiarcata.
Ogni cinquina è composta da:

• Incisivo centrale
• Incisivo laterale
• Canino
• Primo molare
• Secondo molare

L’eruzione dei denti decidui avviene dai 4-6 mesi fino ai 2 anni. Entro il primo anno il gruppo incisale dovrebbe essere erotto.

Dai 12 ai 16 mesi erompono i primi molari, prima gli inferiori e poi i superiori. Dai 16 ai 20 mesi erompono i canini, prima gli inferiori e poi i superiori. Infine, dai 20 ai 30 mesi di vita del bambino, erompono i secondi molari. Nel corso della permuta dentale, il gruppo frontale deciduo viene sostituito con il gruppo frontale permanente, i molari decidui lasciano il posto ai premolari permanenti e, nello spazio che si verrà a creare con lo sviluppo della mandibola, eromperanno i molari permanenti.

Dentatura permanente  

La dentatura permanente per ciascuna semiarcata si compone di:

• Incisivo centrale
• Incisivo laterale
• Canino
• Primo premolare
• Secondo premolare
• Primo molare
• Secondo molare

• Terzo molare

 

ORTODONZIA

L’ortodonzia, o ortognatodonzia, è quella branca dell’odontoiatria che studia e tratta le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti. Si occupa inoltre dei rapporti fra l’osso mascellare e la mandibola trattando le malocclusioni e le malposizioni di denti e ossa, provvedendo alla loro correzione con opportune apparecchiature fisse o rimovibili. Tale correzione viene proposta non solo per motivi estetici ma anche per motivazioni di carattere funzionale.

Ad esempio una mal posizione dentale può essere la causa dell’insorgenza di carie o di problemi parodontali in quanto denti accavallati tra loro, inclinati e/o ruotati non permettono una corretta igiene o quanto meno la rendono più difficoltosa. Analogamente una malocclusione che condiziona una dinamica non fisiologica può favorire l’insorgenza di problemi all’articolazione temporo-mandibolare fino a scatenare forti emicranie. Un trattamento ortodontico può essere indicato se si deve ricreare un corretto spazio per il successivo inserimento di denti sostitutivi e/o impianti. L’obiettivo di ogni terapia ortodontica è quello di riportare l’apparato stomatognatico in armonia ed equilibrio , ovviamente ripristinando un corretto sorriso. Per raggiungere tale risultato la pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali.

  • Terapia chirurgica: si attua estraendo quei denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione dento-facciale.
  • Terapia meccanica: si attua mediante la costruzione di diversi tipi di apparecchi suddivisi in:

APPARECCHI ATTIVI: mobili, agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.)

APPARECCHI PASSIVI: fissi, sfruttano le forze esercitate da archi metallici elastici.

INVISALIGNE: apparecchiatura di nuova generazione che pur essendo rimovibile dal paziente svolge una funzione assai simile a quella fissa tradizionale con l’enorme vantaggio di essere praticamente invisibile.

IGIENE DENTALE

Il successo a lungo termine di qualsiasi riabilitazione protesica dipende in maggioranza dall’attenzione con cui si attuano tutte le manovre necessarie a garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale. Queste manovre sono suddivisibili in igiene domiciliare e professionale.

Una buona IGIENE ORALE DOMICILIARE è garantita da un corretto utilizzo dello spazzolino manuale o meglio ancora elettrico. Ulteriore presidio fondamentale è il filo interdentale. Infine risulta di fondamentale importanza la detersione della superficie linguale con lo spazzolino.

I risultati migliori si ottengono con gli spazzolini elettrici che riescono a detergere più efficacemente le superfici dentali e il dorso linguale.

Con IGIENE ORALE PROFESSIONALE si intendono quelle manovre praticate dall’igienista dentale al fine di eliminare tutti i residui, molli e duri, accumulatisi nel tempo. Le manovre più semplici da praticare ogni 6-12 mesi sono : l’ablazione tartaro e la lucidatura delle superfici dentarie mediante pasta da profilassi.

SBIANCAMENTO

Lo sbiancamento dentale è un trattamento chimico di decolorazione dei denti naturali che ha come obiettivo quello di ottenere una colorazione più chiara e luminosa degli stessi. Si realizza per mezzo di gel a base di perossido di carbamide o perossido di idrogeno, professionale e/o domiciliare, eventualmente attivato con mezzi fisici (luce UV, luce alogena al plasma o luce laser).

Questa terapia cosmetica non indebolisce la struttura dentale e non è assolutamente invasiva.

ESTETICA DENTALE

ESTETICA DEI TESSUTI DENTALI

Oggi l’estetica del viso e del sorriso hanno sempre una maggior importanza psicologica e sociale. Fondamentale risulta quindi avere e garantire al pazienze un’ottima estetica dentale e di conseguenza dell’intero sorriso. Molti sono i parametri da prendere in considerazione per offrire un sorriso armonico e naturale. Per far fronte a queste sempre maggiori richieste estetiche possiamo avvalerci di diverse tecniche: tecniche dirette ed indirette. Quelle dirette, consistenti nell’aggiunta di resine composite direttamente sugli elementi dentali prendono il nome di restauri additivi, in aggiunta cioè all’elemento dentale stesso, senza la minima preparazione del dente in questione. Sono dunque restauri totalmente conservativi, e terapie minimamente invasive. Le tecniche indirette invece, sono quelle più frequentemente utilizzate, che ci permettono di correggere gli inestetismi più importanti, soprattutto degli elementi dentali anteriori; questi sono: fratture, anomalie di forma e dimensione, difetti di posizione (ad esempio un eccessivo spazio fra i denti), difetti di inclinazione o alterazioni di colore. Le tecniche indirette consistono nell’applicazione di faccette in ceramica (restauri protesici fissi, parziali) o corone totali in ceramica integrale.

In entrambi i casi, come detto, lo scopo è quello di ripristinare l’estetica dei denti frontali, ma i vantaggi maggiori, quando possibile, ci vengono offerti della faccette, in quanto esse sono realizzate in ceramica in spessore di pochi decimi di mm (0,5 circa), per cui la preparazione, decurtazione dentale è minima. Le corone totali invece sono restauri protesici fissi che ripristinano l’estetica e la funzione di elementi compromessi in maniera significativa. Lo spessore è sempre molto contenuto ma la preparazione del dente è ovviamente maggiore.

ESTETICA DEI TESSUTI PERIORALI

I filler sono sostanze a base di acido ialuronico, polisaccaride naturale, presente in tutti i tessuti umani con completa assenza di antigenicità ed immunogenicità. I filler hanno aspetto liquido, gelatinoso o compatto e vengono iniettate nella pelle per correggere gli inestetismi del viso eliminando rughe e solchi della cute, Servono inoltre a modificare i volumi del viso (ipoplasia) ed in particolare aumentare il volume di zigomi, mento e labbra. Oggi i più utilizzati sono i fillers riassorbibili che hanno durata limitata (media 3-4 mesi). Esistono però numerose variabili di permanenza del filler nel derma, a seconda della densità del prodotto e poi perché il riassorbimento del filler stesso e diverso da soggetto a soggetto. Inoltre è influenzato dallo stile di vita del soggetto ( più o meno disordinato, abitudine al fumo, l’assunzione abituale di alcolici o di superalcolici, l’ esposizione al sole o alle lampade abbronzanti).

Praticamente abbandonati sono invece quelli permanenti. Le iniezioni di filler avvengono a mezzo di un ago molto sottile e non necessitano di alcun tipo di anestesia. Il traumatismo di un filler si traduce nella presenza di piccoli segni evidenti (piccoli ematomi riassorbibili in 3-4 giorni) a seguito dell’impianto stesso. I risultati e la ripresa di tutte le attività sono immediati.

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